Sono rovine di edifici, che non sono mai stati altro che rovine, che qualcuno si è stancato, in piena costruzione, di pensare che le stesse costruendo.
- F. Pessoa
i n f o.
- ìncubo
- «La fame sono io. Per fame, intendo quel buco spaventoso di tutto l'essere, quel vuoto che attanaglia, quell'aspirazione non tanto all'autopica pienezza quanto alla semplice realtà: là dove non c'è niente, imploro che vi sia qualcosa.»
19.1.13
euneirofrenia;
Io so come farmi a pezzetti, come prendermi e buttarmi, come amarmi e come odiarmi. Io so come rendermi imperfetta, bella brutta e maledetta. Io so dirmi addio e dimenticarmi e solo alla fine ritrovarmi completamente diversa da me.
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tu non sie una rovina.
RispondiEliminao forse sì, ma all'interno hai un mondo.
I ruderi hanno una bellezza tutta loro, propria della decadenza.
RispondiEliminaQuegli edifici mi ricordano un non finito michelangiolesco. Espressione di una condizione esistenziale straziante, eternamente tendente alla sua completezza. Tristemente stupenda. Come la quiete prima della tempesta.
Tu non sei una rovina, NON lo sei affatto. Sei solo un po' stropicciata, un po' dolorante, un po' stanca. E vorrei tanto che avessi la forza di rialzarti e ricostruire quello che la malattia ha buttato giù.
RispondiEliminaTi stringo forte forte.
Baci.
Io vedo come sono belle forti e struggenti le tue parole, tu hai la forza di farlo, di scriverlo... tu riesci ad essere te stessa. Io non riesco più ad esprimermi e tirare fuori il peggio di me, mi rifiuto da tanto che mi sento male, brutta ed insignificante.
RispondiEliminaLo ammetto, mi manca scrivere.
Sarai una costruzione perfetta...oh se lo sarai.<3
RispondiEliminaOh, come ti capisco.
RispondiEliminaTi stringo forte!